fbpx

Blog

Il blog di performa.me
4 Nov 2021

IL CONFLITTO INEVITABILE

/
Commenti0

Cosa significa conflitto?

conflitto s. m. [dal lat. conflictusus «urto, scontro», der. di confligĕre «confliggere»]la relazione antagonistica fra soggetti individuali o collettivi in competizione fra loro per il possesso, l’uso o il godimento di beni scarsamente disponibili…

Fonte Treccani

Credo che nella vita di ognuno di noi ci sia stato un conflitto da dover affrontare o gestire.

Riusciamo sempre?

E in azienda cosa succede?

In una ricerca condotta da Nate Regier, autore di Conflict Without Casualties, il 64% degli intervistati sull’argomento confessò che preferiva accettare un compromesso anziché argomentare le proprie ragioni pur di evitare conflitti. 

Un comportamento di questo tipo però è dannoso: evita che le idee migliori, le soluzioni, i problemi reali non vengano mai fuori. 
Il conflitto non è, almeno non sempre, manifestazione di incompatibilità.

Usando ancora le parole di Regier: “è l’energia creata dal divario tra ciò che vogliamo e ciò che stiamo vivendo”. 

Perciò se in azienda viviamo un clima senza conflitti, facciamoci una domanda, forse non sta andando tutto bene.

In che modo possiamo gestire questa modalità di interazione?

La prima cosa da tenere presente è di evitare di dare delle etichette alle persone, e evitare di sentirsi attaccati nella nostra identità.

Di fatto, può accadere che i conflitti siano molto spesso percepiti a livello valoriale.

Come, ad esempio, subire un’ ingiustizia.

Ecco che sentiamo un attacco al nostro sistema di valori, che sono alla base delle dinamiche comportamentali della nostra vita.

Sentiamo l’altro come un intruso, come un nemico che vuole assalire il nostro castello, rubare il nostro tesoro, e quindi subito ci difendiamo.

Possiamo avere 4 tipi di sistemi di difesa:

-Fuggiamo

-Attacchiamo

-Ci blocchiamo

-Facciamo quello che fanno gli altri intorno a noi

Tutti a loro modo efficaci, o almeno lo erano quando eravamo uomini cavernicoli, ma oggi non lo siamo più.

Un buon punto di partenza è “ sospendere il giudizio”, cosa non facile da fare, ma possibile.

La seconda cosa è “ essere curiosi”,  chiedendoci : “ In che modo vede la situazione la persona dall’altra parte? Fammi capire meglio…”

Inizieremo subito ad aprire la comunicazione, invece di chiuderla.

Immaginate quando state litigando, com’è la vostra postura? Il vostro tono di voce?

E i vostri pensieri?

Pensare al conflitto come ad un terreno comune d’incontro, dove entrambe le fazioni possono portare soluzioni possibili, aiuta, di fatto, a tenere un atteggiamento di ascolto.

Ascoltare veramente una persona significa accogliere ogni sfumatura del processo di interazione, e questo ci è di grande aiuto nella risoluzione dei conflitti.

Si può anche arrivare ad un compromesso, rimanendo entrambi sulla propria posizione.

Chiedetevi: “Qual è il risultato che voglio ottenere da questa situazione?”

Ilaria Pradella Life&Business Coach

Lascia un commento