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2 Dic 2021

QUALITA’ DELLA VITA!

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𝗥𝗶𝘀𝗰𝗿𝗶𝘃𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗻𝗲𝗹 𝗽𝗼𝘀𝘁 𝗖𝗼𝘃𝗶𝗱: 𝗟𝗮 𝗽𝗿𝗶𝗼𝗿𝗶𝘁𝗮̀?  

Una migliore qualità della vita

Corinna De Cesare scrive sul  Corriere della Sera:

 “La vita lavorativa può essere riscritta.

Lo ha dimostrato la pandemia e lo dimostrano i numerosi dibattiti su questo tema, emersi nel post Covid.

Dallo smartworking al lavoro ibrido, dalle grandi dimissioni ai nuovi uffici, ognuno di noi si sta interrogando su come migliorare la propria vita, anche riducendo la settimana lavorativa…Ma il tema di lavorare meno (e meglio) è ripreso a circolare ora nel post Covid esattamente come a ogni uscita della classifica dell’Ocse che certifica quanto sappiamo già: orari di lavoro molto lunghi possono danneggiare la salute personale, compromettere la sicurezza e aumentare lo stress.”

Questa non è l’unica voce o fonte che riferisce dei cambiamenti avvenuti a causa del particolare periodo che stiamo vivendo.

La brusca, e oserei dire forzata, frenata che ci ha costretti a fare la pandemia ci ha anche regalato momenti nei quali la riflessione interiore e personale ha avuto una grande importanza.

Da tutto queste alcune grandi aziende si sono mosse in tale direzione:

“Il marchio spagnolo di moda Desigual ha approvato a larga maggioranza, l’86% dei lavoratori, la riduzione della settimana lavorativa a quattro giorni, dal lunedì al giovedì, con l’opzione anche di usare lo smart working. Ma in questo caso la modifica del modello produttivo porterà a una diminuzione dei salari di circa il 6,5%. Un modello rischioso e criticato da più parti. Molto più lontano, in Giappone, è stata Microsoft a sperimentare le 32 ore nell’estate del 2019 portando a casa una produttività incrementata del 40% e una produzione di CO2 scesa del 20% (per la riduzione dell’inquinamento che ne consegue).” (fonte:corriere della sera)

L’italia è il paese dell’unione europea con più ore lavorative 33 ore la settimana,3 ore in più rispetto alla media europea di 30 ore.

“..a livello globale 8 dipendenti su 10 sono disincentivati dal lavoro. «Il desiderio di evadere dal lavoro è sintomatico di luoghi di lavoro infelici – ha spiegato -. Inoltre, dato che l’orario flessibile di lavoro e il lavoro ibrido diventeranno sempre più diffusi, non ha più senso legiferare su una riduzione della settimana lavorativa. Occorrerebbe piuttosto investire e migliorare sulle competenze dei manager, fare loro un coaching continuo per avere più consapevolezza del loro ruolo.

Se i datori di lavoro si concentrassero sul miglioramento della qualità dell’esperienza lavorativa, potrebbero avere quasi il triplo dell’influenza sulla soddisfazione dei dipendenti rispetto alla riduzione della settimana lavorativa».” (fonte: corriere della sera)

Non è più tempo per stare a guardare!

Anche se l’Italia ha molte realtà di PMI e quindi sembra più restia a d intraprendere percorsi di MIGLIORAMENTO PERSONALE, è proprio per questo, che è più facile mettere in atto misure che guardino di più al WELFARE AZIENDALE.

Il cambio di rotta non è solo produttivo o competitivo ma è soprattutto QUALITATIVO, e non parlo di qualità del prodotto, che di sicuro serve, ma di QUALITA’ EMOZIONALE.

La salute mentale, intesa come benessere interiore, dato dall’ambiente e dalle relazioni è DIVENTATA UNA PRIORITA’!

Orientare perciò una parte degli investimenti in formazione e in Coaching PUO’ FARE LA DIFFERENZA in questa delicata fase di cambiamento nella quale il covid ci ha infilato nostro malgrado.

Ilaria Pradella life&business Coach